Currently browsing

agosto 2011

Gabbiano

Ieri ho visto un gabbiano che volava e mi è venuta in mente questa parola. I gabbiani sono uccelli acquatici, con lunghe ali aguzze, collo corto, coda di larghezza media e livrea di un delicato grigio perla.
La parola gabbiano deriva dal latino “gavia” che vuol dire “uccello marino”. A sua volta “gavia” è un termine onomatopeico, che riproduce un pò il verso reale che questi uccelli sembrano pronunciare con il loro canto acuto.

Giuseppe Ungaretti: Fratelli

Giuseppe Ungaretti legge la sua poesia “Fratelli” scritta al fronte durante la Prima Guerra Mondiale, e si scaglia contro tutte le guerre e le forme vecchie e nuove di imperialismo.

Quando ascolto Ungaretti mi commuovo. Tutti dovremmo amarlo, conoscerlo…forse saremmo tutti un pò più umani.

L’Irlanda in 10 #hashtag

[fblike]IrlandaL’Irlanda mi ha sempre affascinata, ma non l’ho mai considerata tra le prime mete di viaggio.
In realtà quest’anno avrei voluto fare le vacanze negli Stati Uniti, ma l’idea mi è scivolata subito dopo aver visto il costo dei voli.

Notte

“La notte lava la mente”. E’ così che il poeta contemporaneo Mario Luzi ha intitolato una sua poesia. E se ci pensiamo questa frase è un pò vera. Infatti quando è notte le stelle brillano, il silenzio domina, ci sentiamo come purificati dal caos che respiriamo di giorno. Al filosofo Novalis piaceva così tanto la notte, che addirittura ha scritto “Gli Inni alla notte”, affascinato dal mistero che questa porta in sé. In effetti la notte porta in sé qualcosa di magico, non a caso le favole arabe “Le mille e una notte” sono ambientate non di giorno, ma proprio in una notte d’oriente.

Pietra

Quante volte camminando per strada spostiamo con un piede una pietra lungo la via. Le pietre sono state da sempre simbolo di freddezza, in quanto cose inanimate oppure simbolo di violenza.
Quante volte abbiamo sentito dire: ti tiro una pietra! Oppure pensiamo alle lapidazioni delle donne adultere, purtroppo ancora usata in alcuni paesi oggi.

Viaggio

Lacio drom! Buon Viaggio! E’ il titolo di una vecchissima canzone dei Litfiba.
Quante volte abbiamo desiderato sentircelo dire, oppure quante volte l’abbiamo detto noi ad altri.

Pensando a questa parola mi vengono in mette tutta una serie di riferimenti letterari come i viaggi di Gulliver, il medico che fa naufragio nell’isola di Lilliput, dove tutto, a cominciare dagli abitanti, è grande la quindicesima parte della persona e degli oggetti. Oppure penso ad Ungaretti che nella sua raccolta di poesia “Allegria di Naufragi” scrive: ” E subito riprende/ il viaggio/come/ dopo un naufragio/ un superstite/ lupo di mare”.

Acqua

L’acqua ha come un legame con il soprannaturale…per essere buona deve essere pura.
E questo l’hanno capito in particolar modo i greci di oggi. Infatti mentre in greco antico acqua si dice “ύδωρ” in neogreco si dice “νερό”. E come mai questo? E’ avvenuto questo per una espressione contenuta nei Vangeli che sono stati scritti in greco, dove vi era scritto “ύδωρ νεaρόs”, cioè acqua viva. Col tempo ύδωρ scomparve e si diede ad acqua il nome νερό, derivante appunto dall’aggettivo νέαρος. Se andate in Grecia oggi, ormai, il termine “νερό” è esteso per acqua in generale.

L’Albatros (C. Baudelaire)

Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell’azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi.