27 Gennaio: Il giorno della Memoria

[fblike]Festa del lavoroOggi 27 gennaio è la Giornata della Memoria, una ricorrenza nata per commemorare la Shoah. Il 27 gennaio del 1945 furono abbattuti i cancelli di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa.

Sono passati oltre 60 anni, ma come si può ignorare e dimenticare il genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d’Europa? Un bilancio ricco di disumana povertà morale, un lungo estratto conto di morte e distruzione: 6 milioni di ebrei tra fucilati e morti nei ghetti, oltre 3.300.000 prigionieri di guerra sovietici, 1 milione di oppositori politici, 500.000 zingari rom, 9.000 omosessuali, 2.250 testimoni di Geova, 270.000 morti tra disabili e malati di mente.

Pensando a questa giornata stamattina mi è venuta in mente una poesia che ho sempre pensato fosse stata scritta da Brecth, e che invece è stata scritta dal pastore protestante Martin Niemoller.

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento,
perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto,
perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato,
perché mi erano fastidiosi.

Ma poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente,
perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

Il nome di Shoah deriva dalla parola ebraica השואה “HaShoah”, che vuol dire appunto “catastrofe”, “distruzione”.

Pensare che meno di un secolo fa la mente umana sia stata capace di compiere massacri scellerati di questo genere provoca disgusto. Viene voglia di dimenticare e prendere le distanze. Come se chi avesse commesso quelle azioni, fucilazioni e avvelenamenti, non avesse nulla a che fare con la razza umana.

Dimenticare ci alleggerisce. Invece penso che sia importante a volte NON dimenticare, affrontare il ricordo della storia, vergognandoci di esso, come un monito sempre presente per le nostre coscienze.

Voglio concludere con alcune frasi estratte dal film “Il grande dittatore” di Chaplin:

“Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti così.
Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità. Non vogliamo odiarci e disprezzarci. Al mondo c’è posto per tutti. E la buona terra è ricca e in grado di provvedere a tutti.

La vita può essere libera e bella, ma noi abbiamo smarrito la strada: la cupidigia ha avvelenato l’animo degli uomini, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare verso l’infelicità e lo spargimento di sangue.

La nostra sapienza ci ha resi cinici; l’intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco.
Più che d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà.
Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.

Non combattete per la schiavitù! Battetevi per la libertà! Nel diciassettesimo capitolo di san Luca sta scritto che il regno di Dio è nell’uomo: non in un uomo o in un gruppo di uomini ma in tutti gli uomini! In voi! Voi, il popolo, avete il potere di rendere questa vita libera e bella, di rendere questa vita una magnifica avventura.

E allora, in nome della democrazia, usiamo questo potere, uniamoci tutti. Battiamoci per un mondo nuovo, un mondo buono che dia agli uomini la possibilità di lavorare, che dia alla gioventù un futuro e alla vecchiaia una sicurezza.

Battiamoci per liberare il mondo, per abbattere le barriere nazionali, per eliminare l’ingordigia, l’odio e l’intolleranza. Battiamoci per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso conducano alla felicità di tutti.”

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