Casa

[fblike]Immagine Casa“Casa dolce casa!” Chissà quante volte l’abbiamo detto! Forse dopo un lungo viaggio, oppure dopo una giornata pesante di lavoro.

La parola casa deriva etimologicamente dal greco οίκος. In italiano ci sono tante parole che derivano da οίκος, come “ecologia”, che letteralmente vuol dire “studio della casa”; oppure “economia” che vuol dire letteralmente “legge della casa”.

Come sappiamo gli inglesi fanno distinzione tra la parola casa intesa come edificio (house) e la casa intesa come famiglia/abitazione (home). Al primo anno di università, con le prime ondate di immigrazione a Palermo, decisi di inserire per curiosità nel piano di studi il corso base di lingua araba: una delle primissime cose che mi colpì fu proprio la distinzione che esiste in arabo tra la casa come edificio دار (pron.dar) e la casa nel senso piu’ generale بيت (pron. bàit).

Arundhathi Subramaniam, considerata fra le migliori poetesse indiane contemporanee, ha scritto un poesia che mi piace molto intitolata “Home”, di cui riporto la traduzione:

“Dammi una casa
che non sia mia,
dove possa entrare e uscire dalle stanze
senza lasciar traccia,
senza mai preoccuparmi dell’idraulico,
del colore delle tende,
della cacofonia dei libri vicino al letto.

Una casa leggera da indossare,
in cui le stanze non siano intasate
delle conversazioni di ieri,
dove l’ego non si gonfia
a riempire gli interstizi.

Una casa come questo corpo,
così aliena quando provo a farne parte,
così ospitale
quando decido che sono solo in visita.

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