Colomba

Nel periodo di Pasqua ne sentiamo tanto parlare per 2 motivi: il dolce tipico che si mangia il giorno della festa e l’uccello simbolo della purezza/pace.

La parola colomba deriva dal latino “columba”, che a sua volta deriva dal greco “kólumbos” che significa “di color grigio). I romani usavano la parola columbae per indicare appunto questo uccello in generale, mentre per indicare in particolare le colombe selvatiche usavano il termine “palumbes”, che deriva dalla radice “palleo” e vuol dire “pallido”, “scolorito”.

Trovo molto carina la favola di Esopo dal titolo “La Formica e la Colomba”: Una formica assetata era scesa in una fontana e, trascinata dalla corrente, stava per affogare. Se ne accorse una colomba e, strappato un ramoscello da un albero, lo gettò nell’acqua. La formica vi salì sopra e riuscì a salvarsi. Poco dopo, un cacciatore con canne si avanzò per catturare la colomba. La formica lo vide e diede un morso al piede dell cacciatore, che, nell’impeto del dolore, gettò le canne, facendo così fuggire immediatamente la colomba. La favola mostra che bisogna ricambiare i benefattori

Giuseppe Ungaretti ha scritto proprio una poesia intitolata “Colomba”. E’ brevissima, dallo stile tipico di Ungaretti ermeneutico: “D’altri diluvi una colomba ascolto.” In questa poesia Ungaretti evoca un ricordo, un diluvio dove l’epifania di una colomba porta speranza e pace. Il poeta sembra ricollegarsi ad un passo della genesi, dove si dice che dopo il diluvio universale Noè aprì la finestra dell’arca e fece uscire una colomba per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo, ma la colomba non trovando dove posarsi una prima volta tornò da lui nell’arca, una seconda volta invece torno a lui sul far della sera.

Ma voglio concludere con un testo del poeta greco contemporaneo Giorgos Seferis intitolata Il Rifiuto, che è diventato diventato l’inno della Resistenza greca. Tra il 1967 e il 1974 la Grecia vive il periodo della Dittatura dei colonnelli, una serie di governi militari anticomunisti saliti al potere il 21 aprile 1967 con un colpo di stato.

IL RIFIUTO – ΑΡΝΗΣΗ
Su di una spiaggia segreta
bianca come una colomba
morivamo di sete
ma l’ acqua era salata.

Sulla spiaggia dorata
scrivemmo il suo nome
ma venne bella la brezza dal mare
e cancellò le parole

Con quale spirito, quale animo,
quale desiderio e quale passione
afferrammo la nostre vite: un errore!
Così cambiammo la nostre vite…