Conoscenza

[fblike]saggezzaOggi mi è venuto in mente il mito di Prometeo: l’Eroe, colui che ha osato rubare il fuoco agli dei, per farlo conoscere agli uomini.

La figura di Prometeo non può che affascinare: era il più intelligente di tutti i Titani, dotato di una straordinaria conoscenza delle diverse materie:astronomia, architettura,medicina, matematica, l’arte.

Prometeo amava così tanto il genere umano, da decidere di rubare, contro il volere di Zeus, il fuoco dall’Olimpo per portarlo agli uomini, insegnando loro ad usarlo, ad accenderlo e servirsene.

Zeus aveva nascosto il fuoco, perché non voleva che gli uomini ne potessero venire a conoscenza, era geloso di questo, quindi incatena Prometeo ad una rupe, condannandolo ad atroci dolori eterni.

Prometeo quindi è l’Eroe che si ribella al Potere, una figura Martire per amore del genere umano, a cui vuole dare la Conoscenza.

Avere la Conoscenza mette a rischio il Potere in atto. La Conoscenza è Tesoro.

La parola Conoscenza indica letteralmente l’apprendimento di nozioni, di consapevolezza. Capire, scoprire, tuffarci nel mondo che ci circonda per comprenderlo, proprio nel senso etimologico del termine (ossia di cum-prendere, unirci ad esso, diventare una cosa sola con esso) è una delle cose che più affascina in maniera particolare nell’adolescenza e nella giovinezza. Man mano si va avanti con gli anni spesso si ha paura della Conoscenza, magari la si evita pure.

Conoscere un’arte, una segreto, una verità, ma anche conoscere nuove terre. Pensiamo alle esplorazioni geografiche o ai tanti pellegrinaggi del 1200 che vedevano uomini e donne partire per toccare con la propria mano terre importanti, come la Terra Santa. Buona parte dei nostri viaggi ancora sono dettati dalla sete di conoscenza, dalla voglia di vedere cose nuove, di conoscere il pianeta in cui viviamo con le sue meraviglie: i geysir dell’Islanda, le meteore della Grecia, le piramidi del Messico, così diverse da quelle dell’Egitto.

C’è poi chi innanzitutto vuole conoscere sé stesso, il giardino complesso e immenso fatto di sterpaglie, fiori meravigliosi e rovi spinosi, che si trova in ciascuno di noi. Come ad esempio Socrate, con il suo famoso Γνῶθι σεαυτόν, ossia “conosci te stesso”, scritto sul Tempio dell’Oracolo che si trova a Delfi, in Grecia.

Voglio concludere ancora con un personaggio legato alla Grecia antica, così come ho aperto il post.

E’ Ulisse, modello straordinario di uomo, volto alla conoscenza, tesa a comprendere gli infiniti aspetti della realtà, in maniera intelligente. Ulisse per raggiungere l’Isola di Trinacria doveva superare il canto ammaliatore delle Sirene. Per salvare dalla morte i suoi compagni tappa loro le orecchie sapendo che non avrebbe potuto resistere, lui invece ascolta le Sirene incantatrici, ma si lega all’albero della sua barca.

Ecco come Omero descrive la scena nell’Odissea (XII,184-91). Le Sirene: “Qui presto vieni, o glorioso Odisseo, grande vanto degli Achei, ferma la nave, per sentire la nostra voce. Nessuno mai si allontana di qui con la sua nave nera, se prima non sente suono di miele dal labbro nostro la voce; poi pieno di gioia riparte, e conoscendo più cose. Noi infatti tutto sappiamo, quanto nell’ampia terra di Troia patirono Argivi e Teucri per volere dei Numi; tutto sappiamo quello che avviene sulla terra nutrice”.

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