Qualche pensiero sulla Festa del Lavoro 2014

Il 1° maggio si festeggia come ogni anno la festa del lavoro. La parola lavoro deriva dal latino “labor” e vuol dire “fatica”. L’art. 23 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dice “Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione”.

Di lavori ce ne sono una miriade. Ricordo da bambina quando vedevo nel centro storico di Palermo il signore che, con la coppola e alla guida del calesse, faceva lo “strascinatore di ferro”, grazie al suo cavallo chiamato Rocky.
E ancora ricordo il “panellaro”, posteggiato con la sua motoape di fronte alle scuole, pronto a vendere montagne di panini con panelle o melanzane fritte.

A Milano vedo tanti impiegati che lavorano seduti tutto il giorno, davanti al pc e con il telefono accanto. Vedo anche tante donne per strada che durante il giorno si prostituiscono, immerse nella squallida cornice di detriti e capannoni vicino la nuova area Expo Fiera di Pero. Vedo anche tante signore benestanti, le cosiddette “sciure milanesi”, che possono permettersi di non lavorare e portano a spasso il loro cagnolino per le vie del centro. Vedo, infine, anche tanti manager d’azienda che passano le loro intere giornate in riunioni e poi escono dando compiti urbi et orbi.

Ecco per la festa del lavoro mi piacerebbe mescolare un po’ di questa umanità. Chiudere in una stanza il “manager” con il “panellaro”, la “prostituta” con la “sciura”. Mi piacerebbe ascoltare i loro dialoghi.

Voglio concludere con il testo “Lavorare con lentezza” di Enzo Del Re, contenuto nel suo album “Il Banditore” del 1974. Il video è tratto da una delle sue ultime apparizioni in pubblico nel concerto del 1 maggio 2010.

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