Finestra

[fblike]Immagine CasaLa prima cosa che faccio quando mi alzo la mattina è guardare fuori dalla finestra. Quando non c’è troppo freddo le apro, e provo una sensazione liberatoria spalancandole, anche se bisogna far attenzione a non cader giù…

La parola finestra mi fa pensare anche ad un evento che si studia a scuola e che mi ha sempre un pò impressionato: la defenestrazione di Praga, ossia il 23 maggio del 1618, quando due funzionari imperiali vengono buttati giù dalla finestra, come gesto di rifiuto all’autorità imperiale e rivendicazione di autonomia nel regno di Boemia. Si dice che questo episodio abbia scatenato la Guerra dei Trent’Anni.

Il poeta Sergio Corazzini ha scritto “La finestra aperta sul mare”, dove paragona il suo cuore ad una vecchia torre in decadenza. L’unico contatto con il mondo esterno è assicurato da una finestra aperta, che lascia passare l’aria, la luce, il profumo del mare, una finestra aperta sulla vita. La finestra penso che sarà stato un oggetto davvero caro a Corazzini. Chissà quante volte ha guardato fuori, nei giorni della sua malattia, la tubercolosi, che lo farà spegnere a soli 21 anni.

E dalla letteratura italiana passiamo a quella greca con Konstantinos Kavafis, che scrive una poesia intitolata “Le Finestre”. La poesia è molto breve, ma si percepisce tutto il dolore di chi scrive: forse è meglio avere una casa senza finestre, ossia non sapere, poiché la luce che si spalancherebbe potrebbe farci scoprire cose peggiori dell’attuale oscurità.

Le finestre

In queste tenebrose camere, dove vivo
giorni grevi, di qua di là m’aggiro
per trovare finestre (sarà
scampo se una finestra s’apre). Ma
finestre non si trovano, o non so
trovarle. Meglio non trovarle forse.
Forse sarà la luce altra tortura.
Chi sa che cose nuove mostrerà.

In effetti aprire le finestre, aprirsi al mondo, con il bene e il male che recano in sé, può far male. Aprire una finestra può essere rischioso: si può stare a guardare la luce, per poi decidere di andare fuori, oppure rimanere dentro casa, osservando da dentro tutto quello che accade fuori.

Un atteggiamento diverso da Kavafis ce l’ha, invece, Fernando Pessoa, che scrive una poesia intitolata “Non basta aprire la finestra”, dove invece spinge a guardare bene oltre la finestra, senza filosofie che ci allontanano dalla visione della realtà.

Non basta aprire la finestra

Non basta aprire la finestra
per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi
per vedere gli alberi e i fiori.
Bisogna non aver nessuna filosofia.
Con la filosofia non vi sono alberi: vi sono solo idee.
Vi e’ soltanto ognuno di noi, simile ad una spelonca.
C’e’ solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;
e un sogno di cio’ che potrebbe esser visto se la finestra si aprisse,
che mai e’ quello che si vede quando la finestra si apre.

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