Fiore

[fblike]Pazzia“I fiori del male” di Baudelaire. E’ la mia raccolta poetica preferita. Ricordo di averli letti per la prima volta a 16 anni e fu amore a prima lettura. E’ un titolo che ad alcuni può sconvolgere, essendo abituati a considerare la parola fiore simbolo di purezza e candore. Nei “fiori del male” Baudelaire vuole come “immergersi nell’abisso dei suoi fiori”, un viaggio attraverso l’amore, le passioni della carne, l’ascesi, la morte. In una sua poesia Baudelaire dice: “nella sera ogni fiore s’evapora come un incensiere”, cioe’ ogni speranza si chiude, cessa di splendere.

E un pò tutta la letteratura, di qualsiasi autore, è legata ai fiori! Raccolta di fiori = Antologia. Infatti se andiamo a cercare il significato etimologico della parola antologia, scopriremo che deriva dal greco ánthos (fiore) e légo (raccolgo), quindi vuol dire in senso letterario “raccolgo fiori”. E’ le antologie, con i suoi pezzi di opere letterarie contenute all’interno, è una raccolta di fiori. Il termine aulico alla latina per definire un’antologia, infatti è florilegio, appunto raccolta di fiori.

Ma continuiamo a parlare di poesia e fiori. Mi viene in mente Carducci che nella sua poesia “Pianto Antico”, dedicata al figlio morto, evoca “il verde melograno da’ bei vermigli fior”, oppure a Giacomo Leopardi che scrive “Il fiore nel deserto”, nota ai più come “La Ginestra”. Leopardi parla proprio di questo fiore, la ginestra, che cresce nei luoghi più aridi e stentati, riuscendo a crescere persino nel deserto. Allo stesso modo l’uomo deve vivere in maniera dignitosa anche nel deserto della vita, rimanendo nel luogo che la Sorte gli ha sssegnato e riconoscendolo per suo.

Invece in una delle poesie giovanili R. M. Rilke compare una bella immagine di un bimbo che, correndo nel vento della libertà, lascia che questo gli regali dei fiori raccogliendo solo quelli che si sono impigliati nei suoi capelli, senza curarsi di prendere gli altri caduti per terra. Allo stesso modo l’uomo non deve affannarsi a cercare di comprendere la vita e deve lasciare che i giorni gli corrano incontro inaspettati, senza attenderli con impazienza.

Ma aldilà di questi poeti che sono rimasti colpiti dall’immagine e dal significato del fiore, un pò tutti noi siamo stati almeno 1 volta colpiti alla vista di un fiore. Chi di noi non ha disegnato all’asilo una margherita? Oppure come passatempo e come gioco abbiamo disegnato dei fiorellini su un quaderno?

Fiori ricevuti per il compleanno, fiori regalati per la laurea, fiori ricevuti per un anniversario…Fiori freschi, secchi, appassiti, di carta, di plastica…Fiori selvatici che appartenevano ad un prato, che adesso non esiste più perché hanno costruito un edificio. Fiori tristi, che troviamo caduti a terra in mezzo all’erba opaca dell’esistenza. Eppure quando siamo nel buio e i fiori sembrano solo essere calpestati e scomparire, noi possiamo far sbocciare ogni giorno il fiore della creazione. E qual è questo fiore? Qualcuno dice che è ogni uomo che la mattina apre i suoi occhi e vuole vivere la sua vita nel rispetto del prossimo e nella giustizia.

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