Gabbiano

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Ieri ho visto un gabbiano che volava e mi è venuta in mente questa parola. I gabbiani sono uccelli acquatici, con lunghe ali aguzze, collo corto, coda di larghezza media e livrea di un delicato grigio perla.
La parola gabbiano deriva dal latino “gavia” che vuol dire “uccello marino”.  A sua volta “gavia” è un termine onomatopeico, che riproduce un pò il verso reale che questi uccelli sembrano pronunciare con il loro canto acuto. E a pensarci bene sembra che è connesso a questa parola il nome “Gaio”, che appunto etimologicamente vuol dire “colui che grida acuto”.

Tantissime poesie e romanzi sono stati dedicati, oppure ispirati a questi uccelli marini. E’ molto graziosa la poesi di Vincenzo Cardarelli intitolata appunto “Gabbiani”. Il poeta osserva i gabbiani che in continuo volo sull’azzurra distesa del mare, con guizzi improvvisi, immergono nell’acqua il capo e prendono i pesci, loro pasto usuale. Il poeta riflette su come anche lui stesso, come un gabbiano, non si emscola alla socità, alla burrasca in mezzo alla quale vive, ma si avvicina solo ad esa, per attingere i mezzi materiali di sussistenza, rimanendo, però, come un estraneo.
Ma leggiamo questa poesia di Cardarelli:

“Gabbiani”
Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io sono come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come, forse, anch’essi, amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vievere
balenando, in burrasca”.

E continuiamo parlando di poesia. Uno dei poeti più famosi del nostro tempo, Attilio Bertolucci, che abita a la Spezia, ha intitolato una sua poesia “I gabbiani”. anche lui, come Cardarelli, parte dall’osservazione di questi “uccelli plumbeo argentei”.

Lo scrittore russo di fine ‘800, Anton Cechov, intitola una sua commedia “Il gabbiano”, una triste storia che parla di due giovani Nina e Treplef che non riescono a progettare i sogni che avevano progettato. Alla fine Nina vine in povertà e abbadonata, mentre Treplef si uccide non potendo sporare nina e non trovando nessuna persona di cui fidarsi.

Abbiamo finora parlato tanto di poesia e romanzi, ma l’opera letteraria che ha come protagonista un gabbiano è quella di Jonathan Livingston di Richard Bach, ceh ha come protagonista proprio un gabbiano, Jonathan, che voleva superare i suoi limiti, volando sempre più in alto, in libertà…

Ma concludiano con una frase di “parole d’amore” di Mons. Antonio Bello, un meraviglio esempio di bontà e altruismo per tutti noi, che ha detto:”Vivere è abbandonarsi come un gabbiano, all’ebbrezza del vento, è assaporare l’avventura della libertà!”

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