L’Irlanda in 10 #hashtag

[fblike]IrlandaL’Irlanda mi ha sempre affascinata, ma non l’ho mai considerata tra le prime mete di viaggio.

In realtà quest’anno avrei voluto fare le vacanze negli Stati Uniti, ma l’idea mi è scivolata subito dopo aver visto il costo dei voli.

In questi mesi ho avuto però diversi input che mi spingevano a concretizzare il viaggetto in Irlanda: dalla curiosità di andare a vedere da dove proviene buona parte di pesce spada e sgombri dei supermercati (che guardo sempre con un po’ di sospetto, da tipica palermitana mi fido solo del pesce delle mie parti) al desiderio di parlare un po’ in inglese; dalla curiosità di andare a visitare le sedi europee di Google e Amazon alla voglia di rilassarmi con Pilade facendo un viaggio non troppo impegnativo. Per ultimo il fatto che dal 10 agosto al 12 agosto ci sarebbe stato a Killorglin, nella Contea di Kerry, il 400simo anniversario del “Puck Fair”, ossia la “Festa del caprone”, dove ogni anno un caprone viene incoronato re della festa e per tre giorni viene nutrito. Una tradizione antichissima che va avanti dal 1604!

Abbiamo girato l’Irlanda in 15 gg in macchina partendo da Dublino, puntando verso sud, attraversando Cork, Dingle, proseguendo verso Cliff of Moher, facendo il Ring of Kerry e poi risalendo verso Galway per visitare le isole Aran. Ultima tappa Newgrange e ritorno da Dublino.

Sono state 2 settimane intensissime, anche stancanti, ma bellissime!

Ecco qualche flash post-viaggio:

Birra e Pub: #nonsologuinness
Guinness, Smithwick’s, Harp, Oyster, ma la migliore è la Kilkenny che si trova solo a Kilkenny. Di birre locali ce ne sono una miriade, anche se dovunque abbiamo trovato sempre presente la Carlsberg (che onestamente mi sembra una birra proprio da scaffale del supermercato!). L’atmosfera è unica: odore di legno, chiuso, poca luce. Di giorno a fare animazione ci pensano gli schermi al plasma, sempre accesi, che trasmettono corse di cavalli, calcio, rugby o partire di hurling (che mi ricorda tanto il quidditch di Harry Potter). Mi ricordano il bar Boe dei Simpson. La sera invece iniziano ad affollarsi con musica dal vivo, dal pop al country. In questi momenti la musica diventa collettore tra generazioni. Il Cartoon Inn di Rathdrum con tutte le pareti disegnate da un fumettista e  Il Lincoln Inn di Dublino, dove 5 chitarre suonate da persone di diverse età creano un’atmosfera rilassata e divertente, sono solo 2 dei tanti suggestivi pub nei quali siamo entrati.

Pesce: #senonlofriggonoloesportano
Circondata dall’Atlantico, in Irlanda tutto si può dire tranne che manchi il pesce! Il paradosso e’ che per gli Irlandesi pesce=fish&chips/salmone affumicato/code di gamberi fritti o al massimo chowder (la loro zuppa di pesce). Non c’e’ nulla da fare, amano molto di più la carne! Volendo fare un paragone qualità/prezzo con il nostro pesce siamo andati alla caccia di mercati e pescherie. Abbiamo trovato qualcosa al mercato di Cork, a Dingle e a Drogheda. Sui banconi vendono diverse varietà di pesce locale: dallo spada (dai 21 ai 25 euro Kg) agli sgombri (10,90 euro Kg), alle capesante (chiamate scalops a 10 euro Kg), alle sogliole giganti. etc…Da quello che comunque ci hanno raccontato in giro il pesce una volta pescato prevalentemente viene congelato per poi essere esportato. Ecco come mai ce lo troviamo al supermercato qui da noi.

Google&Amazon: #chicercatrova
La sede di Google a Dublino e’ Barrow Street, 4 vistosi palazzi, accanto a quello di Accenture. Molto più dura è stata trovare la sede di Amazon a Cork: su internet nessuna traccia dell’indirizzo. Non trovandolo abbiamo fermato proprio a Cork un po’ di gente per strada. In realtà al quarto tentativo siamo stati fortunati: abbiamo chiesto ad un ragazzo con tanto di faccia da nerd e cartellino da impiegato al collo, che ci ha detto che la sede di Amazon si trova vicino l’aeroporto di Cork. Almeno questa curiosità ce la siam tolta!

Cibo&Supermercati: #okvipiaccionolesalse
Abbiamo fatto sempre picknic con un notevole vantaggio per le nostre tasche e anche per la nostra salute. I piatti serviti nei ristoranti sono un tripudio di condimenti, salse/salsettine in tipico stile anglosassone con calorie bomba. Per quanto riguarda i prezzi un main course come un piatto di pasta scotta costa intorno ai 14 euro, se si vuole passare ad un piatto di carne bisogna spendere almeno 20 euro. Piuttosto più conveniente e più salutare e’ prendere una bella pizza (circa 4 euro per slice).
Per quanto riguarda i supermercati la catena più frequente e’ Centra, ma ce ne sono anche altre tra cui Lidl, Despar e Tesco (che si distingue dal mio punti di vista per la qualità migliore in assoluto). I prezzi sono simili ai nostri. Una cosa che ho notato e’ la grande attenzione di queste catene al concetto di chilometro zero. Infine sono tantissimi gli All Day Break (simili ai Seven Eleven), che ci hanno salvati dalla fame più volte.

Musica: #evergreenforever
Abbiamo deciso di non portare la nostra musica, ma di ascoltare solo le radio irlandesi. Girando in auto ne abbiamo ascoltata davvero tanta! IN particolare le radio che abbiamo ascoltato sono state RTE 1, TRE 2, RTE lirycs, Today FM, 98FM e Iradio. Lo stile d’intrattenimento e’ per lo più molto simile alla nostra Radio Deejay. Le canzoni che sicuramente ci ricorderemo in quanto mandate in onda moooolto spesso sono “Full of stars” dei Coldplay e “Sweet child of mine” dei Guns n roses. Abbonda anche la musica anni 90 dei Verve e gli anni 80 dei Duran Duran.

Italiani all’estero: #cresconocomefunghi
Durante il nostro viaggio abbiamo incontrato tanti ragazzi/adulti emigrati in Irlanda. In particolare abbiamo conosciuto 3 esperienze diverse di emigrati, che ci hanno colpito. La prima e’ stata Valentina 27enne di Misilmeri, in provincia di Palermo, che adesso abita a Cork, dove fa la ragazza alla pari nel b&b in cui abbiamo alloggiato. Valentina ci ha raccontato di aver abbandonato gli studi in Inghilterra, traumatizzata da docenti troppo severi. Non sa cosa farà della sua vita, ma di tornare in Italia non se ne parla proprio.
La seconda l’abbiamo raccolta a Kenmare, nella zona di Kerry. Si tratta di Elena e Stefano, 2 simpaticissimi ragazzi lui di Milano e lei di Pistoia, che gestiscono “The Breadcrumb Cafè, Bakery and Italian delicatessen”, un delizioso locale nel quale abbiamo mangiato un mix italo irlandese. Anche nel loro caso, di tornare in Italia non se ne parla proprio, non perché non amino il loro paese natale, ma perché non saprebbero cosa fare. E’ vero lavorano 13-14 ore al giorno, ma almeno stanno vivendo un’esperienza nuova in un contesto sicuramente più positivo di quello che vivrebbero in Italia.
Per concludere a Galway abbiamo incontrato Franco un ragazzo veneto, che lavora da febbraio come secondo chef in un bellissimo ristorante, dove abbiamo mangiato le sarde in savor e baccalà alla vicentina da favola. Il proprietario è Jerry, un ragazzo irlandese di 32 anni che ha aperto questo locale dove i baristi, chef, camerieri e lavapiatti sono tutti italiani (piemontesi, pugliesi, siciliani, romani, veneti). Jerry stesso parla con loro in italiano e devo dire che ha creato davvero una bella realtà. Dopo 5 mesi Franco è stato raggiunto dalla sua compagna Ilaria, 30 anni, che ha mollato tutto in Italia, incluso il suo lavoro di disegnatrice di vestiti per un’azienda veneta. Con una straordinaria grinta Ilaria ha deciso di lavorare da subito come cameriera, ma sono sicura che ripristinerà il suo lavoro di stilista a Galway, con soddisfazioni maggiori di quelle che avrebbe avuto nel suo paese.

Immagini che ricorderò: #fiorellapotevifaredimeglio
Tipicamente l’Irlanda è rappresentata dall’immagine del suo cielo, con le nuvole che sembra tocchino la terra. Oltre a questa immagine me ne porterò tantissime altre: le croci celtiche,  i fiori di colza, violette, ortensie, la spiaggia di Dingle con un mare azzurro e le nuvole che lo sfiorano, l’odore di chiuso dei pub, il vento a volte così forte capace quasi di spostarti, la guida a sinistra, le pecore, la capra bue, le mucche, i cavalli, il Burren con quei grandi sassi, le signore agghindate per la festa del Puck Fair 2014 (mix di festa trash, pagana, fiera paesana). Per concludere le Scuole Montessori: ce ne sono davvero tante, non solo nelle grandi città irlandesi!

Per scaricare l’itinerario dettagliato del viaggio http://www.teneldeserto.it/tnd/2014/08/17/lirlanda-in-15-giorni/ 🙂

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