Luna

Ieri sera c’era una Luna fantastica. Luna è il satellite naturale della terra, che ha affascinato da sempre non solo scienziati, filosofi, romanzieri, ma diciamolo un pò tutti.

Un pò tutte le religioni hanno attribuito alla Luna un significato speciale. Ad esempio per i Buddisti la Luna è simbolo di pace e serenità. Per gli Induisti è simbolo del neonato, rapido ed impazienete nella crescita. Per i Maori invece la Luna è il marito di tutte donne. Mentre per i Taoisti è l’occhio che splende nel buio, quindi la Verità.
E arriviamo ai cristiani. Nel simbolismo cristiano la Luna, raffigurata col Sole, rappresenta la “natura duale di Cristo”, Uomo/Dio. Sempre per i cristiani la luna anche è la dimora dell’Arcangelo Gabriele, mentre il Sole è quella dell’Arcangelo Michele.

E la Luna è stata anche ispirazione di molti scrittori come John Steinbeck, che ha scritto un romanzo dal titolo “La luna è tramontata”, un titolo che probabilmente si riferisce anche alla seconda guerra mondiale, durante la quale l’autore scrisse il libro.

“Luna di primavera” è invece il bestseller della scrittrice cino/ americana Batte Bao Lod, che racconta la storia di una donna, chiamata appunto “Luna di primavera”, ambientata la fine del 800 e del 900.

Ma torniamo in Italia, con “La Luna e i Falò”, il romanzo neorealista di Cesare Pavese, che ha per protagonista un uomo, chiamato dall’autore l’Anguilla, che ritorna nei suoi luoghi di origine, ripercorrendo la sua infanzia, da quando alla nascita fu abbandonato davanti ad una chiesa.

Come abbiamo visto un pò in tutti questi libri la Luna è simbolo di qualcosa di “forte”, che evoca emozioni e ricordi.

Per quanto riguarda la Luna correlata alla poesia, impossibile dimenticare Giacomo Leopardi con la sua “Alla Luna”. Ma voglio concludere con 2 poesie di altri 2 autori che tra loro non c’entrano proprio nulla: Charles Baudelaire e Angiolo Silvio Novaro.

Mi piace pensare come una stessa cosa, in questo caso la Luna, possa evocare emozioni diverse e linguaggi diversi, in animi assolutamente diversi tra loro.

La prima poesia è di Baudelaire:
Tristezze della Luna

“Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera:
come una bella donna su guanciali profondi,
che carezzi con mano disattenta e leggera
prima d’addormentarsi i suoi seni rotondi,

lei su un serico dorso di molli aeree nevi
moribonda s’estenua in perduti languori,
con gli occhi seguitando la apparizioni lievi
che sbocciano nel cielo come candidi fiori.

Quando a volte dai torpidi suoi ozi una segreta
lacrima sfugge e cade sulla terra, un poeta
nottambulo raccatta con mistico fervore

nel cavo della mano quella pallida lacrima
iridescente come scheggia d’opale.
e, per sottrarla al sole, se la nasconde in cuore.”

La seconda poesia è di Angiolo Silvio Novaro:
“Luna Nuova”

“Di dove uscì la bella luna nuova?
Io non la vidi mai sì bella prima!
Somiglia a neve che in alpe si trova;
Somiglia arosa del rosaio in cima.
Il cuore mio com’erba su cui piova,
a stilla a stilla beve il puro incanto,
oscilla incerto tra la gioia e il pianto
e nel mistero la sua pace trova.
Di dove uscì la bella Luna nuova? “

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