Mondo

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Ieri sono andata all’Ikea per cercare una mappa del mondo da appendere in camera. E così, guardando la cartina, mi sono soffermata sulla parola mondo.

La prima poesia che mi viene in mente è quella di Andrea Zanzotto, poeta veneto che abita in provincia di Treviso, che ha scritto una poesia intitolata “Al Mondo”, dove si rivolge confidenzialmente al Mondo, dandogli del “tu” e lo esorta a manifestarsi. La poesia si conclude, ironicamente con un richiamo alle avventure del Barone Munchausen di Raspe, che per uscire fuori dal suo pozzo fu costretto ad arrampicarsi sui suoi capelli. I La Crus qualche anno fa hanno portato in musica questa poesia nella loro canzone intitolata proprio “Al Mondo”. Ma leggiamo i versi di Zanzotto:

Mondo, sii, e buono;
esisti buonamente,
fa’ che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo eludevo
e ogni inclusione era fattiva
non meno che ogni esclusione;
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso.

Io pensavo che il mondo così concepito
con questo super-cadere super-morire
il mondo così fatturato
fosse soltanto un io male sbozzolato
fossi io indigesto male fantasticante
male fantasticato mal pagato
e non tu, bello, non tu <> e <<santificato”>>
un po’ più in là, da lato, da lato.

Fa’ di (ex-de-ob etc.)-sistere
e oltre tutte le proposizioni note e ignote,
abbi qualche chance,
fa’ buonamente un po’;
il congegno abbia gioco.
Su bello, su.
Su, münchausen.

E da un poeta del novecento che ha parlato del mondo, passiamo ad una poetessa del novecento, Amelia Rosselli, che ha detto:”Il mondo è sottile e piano: pochi elefanti vi girano, ottusi”. Beh a volte, in effetti, abbiamo l’immagine di questo mondo – palla, dominato da stupidi elefanti.

Dostoevskij ha detto che “il mondo potrebbe essere un paradiso, ma gli uomini non lo sanno e non lo vogliono sapere”. Eppure nonostante tutte le cose brutte, gli interrogativi che ci vengono sul significato del mondo, la sua origine, il suo perchè e di conseguenza sul senso della vita… è perenne il desiderio di conoscerlo, esplorarlo, viaggiarlo.

Chi non ha sognato di fare il giro del mondo in 80 giorni, come descritto da Jules Vern nel suo romanzo?

Ma dall’immagine del mondo, grande e visto come macrocosmo, passiamo al piccolo mondo, o meglio al “Piccolo mondo antico” di Fogazzaro, che ha come protagonista Franco un patriota e fervido credente che, dopo varie sofferenze in famiglia, ma sorretto dalla fede cristiana si da’ all’azione patriottica (siamo intorno al 1850).

Ma voglio concludere questa parola con l’immagine di un mondo assurdo, dominato dal Dio Ford. E’ quello descritto nel romanzo “Il nuovo mondo” di Aldous Huxley. La storia è ambientata nel futuro, in un mondo così tecnologico che che gli anni si contano, appunto, dalla nascita del Dio Ford e non di Cristo.

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