Sabbia

[fblike]SabbiaCamminare sulla sabbia, in riva al mare, magari quando non c’è nessuno intorno, ascoltando il verso degli uccelli insieme a quello delle onde, è un’esperienza splendida. La sabbia mi intriga…
I granelli di sabbia che si trovano sulla superficie esprimono un senso di instabilità: basta un soffio e subito si spostano…

Il poeta greco Manganaris ha scritto una poesia intitolata “Sogni”.

“Sempre, uomo, ti ricordo un enigma
nella più grande assemblea
e nella calca ti vedevo essere là e non esserci.
Raccoglievi l’acqua con le dita aperte,
sulla sabbia costruivi i castelli,
sulle onde incidevi scritte
perché leggessero solo le Sirene”.

Un’altra immagine che associo alla sabbia è la clessidra. E’ un oggetto che si usa soprattutto nei giochi di ruolo, per stabilire il tempo che passa. La sabbia del tempo: Gabriele D’Annunzio ha intitolato proprio così una sua poesia dell’Alcyone.

Lo scorrere della sabbia nella mano suggerisce al poeta la constatazione che l’estate è finita. Da questa consapevolezza deriva un profondo sentimento del tempo dato proprio dall’immagine della clessidra, che viene accomunata a quella del cuore del poeta, che allo stesso modo sente sfuggire il tempo.

Ma la sabbia oltre al mare e alla clessidra, non può non ricordare anche il Deserto, magari quello arabo.

E non a caso Wilfred Patrick Thesiger ha scritto un libro intitolato “Sabbie arabe:Viaggio nell’Arabia deserta”. E’ un diario di viaggio di un grande esploratore britannico nei deserti meridionali della penisola arabica. In questo libro lo scrittore riesce a darci un affresco affascinante della vita delle fiere popolazioni beduine con cui l’autore condivise per anni la dura vita in un habitat molto ostile.

Sabbia arida del deserto, sabbia sulle rive del mare, sabbia di una clessidra…E questi 3 concetti sono racchiusi nell’immagine che ci regala Gibran Kahlil nel suo libro “Sabbia e Schiuma”, pieno di riflessioni, pervaso da un profondo misticismo: “Sempre camminerò per queste spiagge tra la sabbia e la schiuma dell’onda. L’alta marea cancellerà l’impronta e il vento svanirà la schiuma. Ma sempre spiaggia e mare rimarranno.”

Ma voglio concludere con questo testo, che ho conosciuto più o meno all’età di 16 anni, che inizia proprio con l’immagine del mare e della sabbia. Non so chi l’abbia scritto, di solito l’autore è indicato come “Anonimo Brasiliano”. Il titolo è Messaggio di Tenerezza:

“Ho sognato che camminavo in riva al mare con il Signore e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme, le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti, ho visto una sola orma, proprio nei giorni più difficili della mia vita.
Allora ho detto: Signore, io ho scelto di vivere con te e tu mi avevi promesso che saresti sempre stato al mio fianco. Perchè mi hai lasciato solo proprio nei momenti più difficili?
E lui ha risposto: Figlio mio, sai che io ti amo e non ti ho mai abbandonato. I giorni nei quali c’è soltanto un’orma sulla sabbia, sono proprio quelli durante i quali ti ho portato in braccio.”

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