Ungaretti nel toto esami di maturità 2013

Pare che uno degli autori più gettonati quest’anno per la prova scritta agli esami di maturità 2013 sia Giuseppe Ungaretti. Se fosse così sarei contenta.

Mi ha sempre affascinata la sua personalità eclettica, la sua poesia sempre alla ricerca dell’essenziale, l’estrema consapevolezza del fatto che – come lui stesso ha dichiarato in un’intervista – “la parola non riuscirà mai a dare il segreto che è in noi. Al limite lo avvicina”.

La poesia per Ungaretti è concreta espressione del suo pensiero. Un giorno, ospite di una trasmissione televisiva insieme a Montale e Quasimodo, definì la poesia sinonimo di libertà e uguaglianza. Pensando a questo ho scelto come immagine per il post questa foto scattata da Gianni Berengo Gardin, a Venezia durante la Biennale del 1968.

Ungaretti amava molto la musica. In un altro post ho riportato un brano di “La vita amico è l’arte dell’incontro”, un’interessante incontro artistico tra il poeta, Vinicius De Moraes e Sergio Endrigo.

E proprio il tema del “cantare” è molto presente in particolare nella sua poesia PROVERBI, contenuta nell’omonima raccolta, che voglio riproporre oggi.

“UNO
Roma, a letto, dormicchiando, nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1966

S’incomincia per cantare
E si canta per finire

DUE

E’ nato per cantare
Chi dall’amore muore.

E’ nato per amare
Chi dal cantare muore.

TRE

Chi è nato per cantare
Anche morendo canta.

QUATTRO

Chi nasce per amare
D’amore morirà.

CINQUE

Nascendo non sai nulla,
Vivendo impari poco,
Ma forse nel morire ti parrà
Che l’unica dottrina
Sia quella che si affina
Se in amore si segrega.

SEI
Potremmo seguitare.”

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