Quando mancano le parole…

Di solito quando muore una persona si rischia di eccedere in buonismi fino a scadere nell’ipocrisia, per dire frasi del tipo: “era una brava persona”, “ha lasciato un bellissimo ricordo” etc…

Posso dire che ricordare Piero come una persona buona e bella non è affatto uno sforzo. E’ stato oggettivamente un uomo buono, onesto, amorevole, coraggioso.

Non sono elogi e profusioni gratuite, bensì oggettività. Da quando avevo 14 anni ho sentito parlare bene di lui dalle persone che lo circondavano. E poi quando l’ho conosciuto ne ho avuto conferma.

La parola Morte mi ha sempre ammutolita. E’ una di quelle parole che lascia senza parole.

Voglio dedicare allora Piero queste parole che non sono mie, ma di WYSLAWA SZYMBORSKA, poetessa polacca morta a febbraio scorso, che scrive: Non c’è vita che almeno per un attimo non sia immortale.Ecco io penso che Piero con il ricordo che ha lasciato in tutti noi ha conquistato il suo pezzetto di immortalità.

Ma ecco la poesia intitolata:
SULLA MORTE SENZA ESAGERARE:

“Non s’intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.
Quando conversiamo del domani
intromette la sua ultima parola
a sproposito.
Non sa fare neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara,
né rassettare il disordine che lascia.
Occupata a uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.
Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!
A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più di un bruco
la batte in velocità.
Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
del suo svogliato lavoro.
La cattiva volontà non basta
e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno fin ora, insufficiente.
I cuori battono nelle uova. Crescono gli scheletri dei neonati.
Dai semi spuntano le prime due foglioline,
e spesso anche grandi alberi all’orizzonte.
Chi ne afferma l’onnipotenza
è lui stesso la prova vivente
che essa onnipotente non è.
Non c’è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.
La morte
è sempre in ritardo di quell’attimo.
Invano scuote la maniglia
d’una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.”