Categoria: Parole

  • Stella

    Stella

    Chi non ha mai disegnato su un foglio di carta una stella? è uno dei primi disegni che facciamo da bambini. Le stelle riescono a suscitare sempre curiosità e sensazioni strane. Ecco qualche nozione base: sono corpi celesti che brillano di luce propria, sono composte da due gas (H+ ed He), possono essere rosse, gialle oppure azzurre, a seconda della temperatura a cui si trovano (mentre a noi da lontanosembrano tutte dello stesso colore).

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  • Saggezza

    Saggezza

    La parola “saggezza” non mi ha mai affascinata molto. Istintivamente è come se la collegassi ad “arretratezza”, “immobilità”. Gli antichi greci parlavano di “Sophrosyne” per indicare appunto “saggezza”/”temperanza”. “Sophrosyne” ha la sua radice nel verbo “sozo” (che vuol dire “salvare) e nel sostantivo “fren” (che vuol dire anima). Quindi la “sophrosyne” è per i greci la “salvezza dell’anima”.

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  • Maschera

    Maschera

    “Una volpe aveva per caso visto una maschera da tragedia, le gira intorno, la osserva e poi esclama: “Oh che magnifico aspetto! Ma non ha cervello!” Questo è detta a color ai quali la sorte ha attribuito onore e gloria, ma ha privato di buon senso. L’apparenza non ha alcun valore, quello che conta è la sostanza”. E’ il testo della favola di Fedro intitolata “Vulpes ad personam tragicam”, “la volpe e la maschera tragica”. Ma parliamo delle maschere teatrali degli attori dell’Antica Roma, che erano davvero originali e molto diverse dalle nostre. Innanzitutto erano di solito costruite di creta, coprivano tutta la testa, e la bocca era foggiata in maniera da amplificare il suono della voce, così’ da ottenere quasi l’effetto dei nostri microfoni. Quest’ultimo dettaglio era necessario perché i teatri romani erano all’aperto e molto grandi, quindi gli spettatori avevano difficoltà nel veder le espressioni degli attori e nell’ascoltare con chiarezza quello che dicevano. Rimanendo sempre in tema di teatro Pirandello ha chiamato una serie di opere “maschere nude”, che segnano un pò il culmine dell’intera sua produzione. Molto interessanti sono i romanzi nei quali il protagonista va alla ricerca del vero volto dell’io, nascosto, imbrigliato nella rete delle maschere […]

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  • Lettera

    Lettera

    Mittente e Destinatario: sono elementi essenziali da scrivere quando mandiamo una lettera raccomandata. Ecco oggi voglio soffermarmi sulla parola “lettera”. Ormai oggi parliamo molto più spesso di mail, e la parola lettera la usiamo per riferirci a cose un pò ufficiali come “la lettera del’avvocato”, “lettera del asl”, “lettera di dimissioni” etc…

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  • Colore

    Colore

    Azzurro, verde, giallo, rosso, rosa, grigio, nero, bianco e mille altri colori!Tutto quello che ci circonda ha un colore. Non a caso questa parola è da collegare al verbo latino “celare”, che vuol dire nascondere. Per cui il colore è ciò che ricopre ogni cosa. Mi ricordo la prima cosa che studiai a proposito dei colori. Ci sono colori primari, che sono rosso, giallo e blu, e poi i colori secondari, che sono in pratica tutti quelli che derivano dalla combinazione di quelli primari.

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  • Anima

    Anima

    “Ai Confini dell’Anima: I greci e la follia” di Giulio Guidorizzi. E’ un libro che mi ha segnalato mia sorella, incentrato sul tema della follia, che nell’antica Grecia non era vista solo come malattia, ma anche come mezzo per forzare i limiti dell’anima e dilatare la personalità. Il libro racconta che, addirittura, “in Grecia i pazzi non venivano reclusi. piuttosto la società era capace di modellare la follia al proprio interno, sfruttandola in modo creativo”.

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  • Mamma

    Mamma

    Il 12 maggio è la festa della mamma. Una parola importante nella vita di ciascuno di noi. E’ così importante che un po’ in ogni parte del mondo, in date diverse, si festeggia la festa della mamma. Dal punto di vista etimologico “mamma” è una parola onomatopeica, che deriva dalla riproduzione del suono/sillaba che emette il bambino quando inizia a parlare.

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  • Pasqua

    Pasqua

    La parola Pasqua deriva dall’ebraico e vuol dire “passaggio”. E’ una festa religiosa tanto per gli ebrei quanto per i cristiani. Da questi ultimi viene celebrata la prima domenica dopo il plenilunio di primavera.

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  • Padre

    Padre

    In Italia il 19 marzo si festeggia la “festa del papà”, una ricorrenza nata all’inizio del ‘900 come contraltare alla “festa della mamma”. E’ diventata una festa mondiale, anche se cade in date diverse a seconda dei paesi. Ad esempio in Norvegia, Svezia, Finlandia e Islanda si festeggia a novembre.

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  • Parola

    Parola

    Ieri mi è accaduta una cosa che mi ha fatto soffermare sulla parola “parola”. Il dizionario dice che “la parola è un suono o un insieme di suoni che messi secondo una particolare convenzione esprimono un significato”. Dal punto di vista etimologico “parola” deriva dal verbo greco “para ballo”, che vuol dire “giro intorno a qualcosa”. In semiotica De Saussure fa una distinzione tra “lingua” e “parola”. La lingua è “un fatto sociale”, un mezzo inventato dall’uomo per comunicare, mentre la parola “è un atto che dipende dalla nostra singola intelligenza”.

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  • Vino

    Vino

    [fblike]vinoAcqua, alcol etilico, acidi organici, polifenoli, sali minerali, anidride solforosa, glicerina, zuccheri e aldeidi: sono solo alcuni dei principali componenti del vino. I greci antichi erano abbastanza originali nel berlo, infatti lo mescolavano con l’acqua in un vaso largo, chiamato “cratere”. Da questa mescolanza, che chiamavano “κρασίs”, deriva oggi il termine “κρασί” che vuol dire in greco “vino”.

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  • Casa

    Casa

    La parola casa deriva etimologicamente dal greco οίκος. In italiano ci sono tante parole che derivano da οίκος, come “ecologia”, che letteralmente vuol dire “studio della casa”; oppure “economia” che vuol dire letteralmente “legge della casa”. Come sappiamo gli inglesi fanno distinzione tra la parola casa intesa come edificio (house) e la casa intesa come famiglia/abitazione (home). Al primo anno di università, con le prime ondate di immigrazione a Palermo, decisi di inserire per curiosità nel piano di studi il corso base di lingua araba…

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  • Capelli

    Capelli

    La foto che vedete accanto è di una simpatica mucca con capelli ed è stata scattata in Finlandia qualche anno fa. Ho voluto mettere la sua immagine per parlare della parola “capelli”. Li ho tagliati la settimana scorsa. In particolare nell’adolescenza i capelli diventano un pò l’icona di noi stessi: arruffati, ordinati, colorati, corti, lunghi… Il poeta contemporaneo Giovanni Raboni in una sua poesia intitolata “Contestazione” parla proprio di come spesso tentiamo di essere trasgressivi, ma in realtà siamo prigionieri: “Una, improvvisamente s’alza dal letto dicendo «questo non si può fare». E s’agita, tira fuori roba dai cassetti nella spazio impiccato tra comò e attaccapanni, a momenti fa cadere la lampada, il catino – e fiera nelle sue scarpe davanti allo specchio dove affiora la nebbia, ogni tanto toccandoli col palmo della mana infonde il fissatore-insetticida sui capelli.” Rainer Maria Rilke invece nella sua poesia “Avvertimento” descrive un meraviglioso quadretto poetico lanciando un messaggio di serenità, dove i capelli sono metafora delle ragnatele che spesso imprigionano l’essere umano. I fiori sono i doni della vita e le nostre speranze, che spesso non sono assaporate a causa delle complicazioni che ci assillano. Ecco i versi di Rilke: “Non cercare di comprendere […]

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  • Cosa vuol dire la parola Follia?

    Cosa vuol dire la parola Follia?

    Il mio pensiero oggi è rivolto alla parola Follia. Follia deriva dal latino “follis” che vuol dire “pallone”. Col tempo nell’evoluzione della lingua latina “follis”, viene sostituito da “fatuus”, per intendere metaforicamente una “persona che ha la testa vuota”. Quindi il significato letterale di folle è “colui che ha perso la ragione”. Questo per quanto riguarda il suo significato etimologico. Ma c’è stato qualcuno che ha scritto addirittura un “Elogio della Follia”. E’ stato Erasmo da Rotterdam intorno al 1500.

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  • San Francesco e la parola pace

    San Francesco e la parola pace

    Oggi è San Francesco d’Assisi, simbolo della pace. La parola pace ha la sua radice nel sanscrito “paç/pak/pag” che vuol dire “Unire, legare”. Quindi costruttore di pace è chi sia adopera ogni giorno ad unire, non a dividere. Non crea divisione, ma fluidifica i rapporti. Dal punto di vista letterario, la parola pace mi ricorda 2 cose: la simpatica commedia di Aristofane, intitolata  “Ειρήνη”  (che in greco vuol dire  “Pace”) e il testo “Preghiera Semplice”, attribuito a San Francesco d’Assisi. Il commediografo greco Aristofane nella sua opera ci racconta la storia del vignaiolo Trigeo, che durante la guerra del Peloponneso (400 a.c), stanco di guerre e miserie, prova ad arrampicarsi nel Cielo per raggiungere l’Olimpo e chiedere la Pace a Zeus. In maniera dissacratoria, l’autore lo fa salire a cavallo di un gigantesco scarabeo puzzolente, attirato dai cattivi odori terreni e poco interessato a gravitare sulla rotta divina. Nonostante il viaggio molto turbolento, Trigeo riesce finalmente ad arrivare sul Monte Olimpo, ma viene a sapere che Zeus e gli altri dei se ne sono andati lontano, disgustati per il comportamento degli uomini. L’unico dio a rimanere sul Monte Olimpo è solo Polemos, il dio della guerra, che ha rinchiuso in una caverna Eirene (La Pace). La storia, come tutte le […]

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  • Nome

    Nome

    Quante volte ci è capitato di incontrare una persona, che abbiamo visto qualche volta, ma di non ricordare il suo nome? Oggi parliamo proprio della parola “nome”: tutti l’abbiamo. Dal più povero al più ricco. Tutti abbiamo un nome…il primo dono che la vita ci fa quando veniamo al mondo. La scienza che studia il significato dei nomi è l’onomastica. E studiando l’onomastica si scoprono cose molto interessanti, come il significato del nome Filippo, che vuol dire amico dei cavalli; Nunzio, annunciatore; Giorgio: contadino.

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  • Perdono

    Perdono

    In questi giorni ho pensato molto alla parola “perdono”. Pensando all’attentato alla scuola di Brindisi, a quello che è successo a Melissa, alle sue compagne…come si fa a perdonare chi ha commesso quel gesto mostruoso? In casi del genere è davvero difficile pensare al perdono. Quando si parla di stragi mafiose, come quella di Capaci o via D’Amelio. Quando si parla dell’omicidio di Padre Pino Puglisi, una persona così mite e buona. Quando si parla delle vittime delle guerre, degli episodi di cronaca nera familiare….la prima parola che viene in mente non è certo “perdono”. Dal punto di vista etimologico la parola “Perdono” deriva dal latino medievale e significa “2 volte dono”. Il perdono è più grande del dono, è gratuito come il dono, ma è più difficile e complesso da dare. Su facebook ho trovato una simpatica pagina Intitolata “Perdonare e dimenticare? Fanculo! Non sono Gesù e non ho l’Alzheimer”. Mi ha fatto ridere, perché un pò mi è capitato di pensare cose del genere. In effetti la parola perdono è relazionata spesso alla parola debolezza. Aldilà della veridicità o meno dell’esistenza di Cristo, mi affascina molto la simbologia cristiana del perdono. Soltanto quando Cristo riesce a dire la […]

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  • Quando mancano le parole…

    Quando mancano le parole…

    Di solito quando muore una persona si rischia di eccedere in buonismi fino a scadere nell’ipocrisia, per dire frasi del tipo: “era una brava persona”, “ha lasciato un bellissimo ricordo” etc… Posso dire che ricordare Piero come una persona buona e bella non è affatto uno sforzo. E’ stato oggettivamente un uomo buono, onesto, amorevole, coraggioso. Non sono elogi e profusioni gratuite, bensì oggettività. Da quando avevo 14 anni ho sentito parlare bene di lui dalle persone che lo circondavano. E poi quando l’ho conosciuto ne ho avuto conferma. La parola Morte mi ha sempre ammutolita. E’ una di quelle parole che lascia senza parole. Voglio dedicare allora Piero queste parole che non sono mie, ma di WYSLAWA SZYMBORSKA, poetessa polacca morta a febbraio scorso, che scrive: Non c’è vita che almeno per un attimo non sia immortale.Ecco io penso che Piero con il ricordo che ha lasciato in tutti noi ha conquistato il suo pezzetto di immortalità. Ma ecco la poesia intitolata: SULLA MORTE SENZA ESAGERARE: “Non s’intende di scherzi, stelle, ponti, tessitura, miniere, lavoro dei campi, costruzione di navi e cottura di dolci. Quando conversiamo del domani intromette la sua ultima parola a sproposito. Non sa fare neppure […]

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  • Libertà (G.Gaber,1972)

    Libertà (G.Gaber,1972)

    Come cantava Gaber “libertà è partecipazione”. Significa essere parte attiva nella vita propria e in quella della collettività. “Vorrei essere libero, libero come un uomo. Vorrei essere libero come un uomo. Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura, sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale, incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà. La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. Vorrei essere libero, libero come un uomo. Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia, che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà. La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. Vorrei […]

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  • Luna

    Luna

    Ieri sera c’era una Luna fantastica. Luna è il satellite naturale della terra, che ha affascinato da sempre non solo scienziati, filosofi, romanzieri, ma diciamolo un pò tutti. Un pò tutte le religioni hanno attribuito alla Luna un significato speciale. Ad esempio per i Buddisti la Luna è simbolo di pace e serenità. Per gli Induisti è simbolo del neonato, rapido ed impazienete nella crescita. Per i Maori invece la Luna è il marito di tutte donne. Mentre per i Taoisti è l’occhio che splende nel buio, quindi la Verità. E arriviamo ai cristiani. Nel simbolismo cristiano la Luna, raffigurata col Sole, rappresenta la “natura duale di Cristo”, Uomo/Dio. Sempre per i cristiani la luna anche è la dimora dell’Arcangelo Gabriele, mentre il Sole è quella dell’Arcangelo Michele. E la Luna è stata anche ispirazione di molti scrittori come John Steinbeck, che ha scritto un romanzo dal titolo “La luna è tramontata”, un titolo che probabilmente si riferisce anche alla seconda guerra mondiale, durante la quale l’autore scrisse il libro. “Luna di primavera” è invece il bestseller della scrittrice cino/ americana Batte Bao Lod, che racconta la storia di una donna, chiamata appunto “Luna di primavera”, ambientata la fine del […]

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  • Conoscenza

    Conoscenza

    Oggi mi è venuto in mente il mito di Prometeo: l’Eroe, colui che ha osato rubare il fuoco agli dei, per farlo conoscere agli uomini. La figura di Prometeo non può che affascinare: era il più intelligente di tutti i Titani, dotato di una straordinaria conoscenza delle diverse materie: astronomia, architettura, medicina, matematica, l’arte.

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  • Colomba

    Colomba

    Nel periodo di Pasqua ne sentiamo tanto parlare per 2 motivi: il dolce tipico che si mangia il giorno della festa e l’uccello simbolo della purezza/pace. La parola colomba deriva dal latino “columba”, che a sua volta deriva dal greco “kólumbos” che significa “di color grigio). I romani usavano la parola columbae per indicare appunto questo uccello in generale, mentre per indicare in particolare le colombe selvatiche usavano il termine “palumbes”, che deriva dalla radice “palleo” e vuol dire “pallido”, “scolorito”. Trovo molto carina la favola di Esopo dal titolo “La Formica e la Colomba”: Una formica assetata era scesa in una fontana e, trascinata dalla corrente, stava per affogare. Se ne accorse una colomba e, strappato un ramoscello da un albero, lo gettò nell’acqua. La formica vi salì sopra e riuscì a salvarsi. Poco dopo, un cacciatore con canne si avanzò per catturare la colomba. La formica lo vide e diede un morso al piede dell cacciatore, che, nell’impeto del dolore, gettò le canne, facendo così fuggire immediatamente la colomba. La favola mostra che bisogna ricambiare i benefattori Giuseppe Ungaretti ha scritto proprio una poesia intitolata “Colomba”. E’ brevissima, dallo stile tipico di Ungaretti ermeneutico: “D’altri diluvi una colomba […]

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  • NATALE

    NATALE

    Natale: regali, panettoni, sofferenza, povertà, volontariato, beneficenza, albero, presepe o indifferenza, ma comunque sia nascita. Sì, perché la parola Natale deriva dal verbo latino “nascere” e in effetti tutti, credenti o meno, sappiamo che il Natale ricorda una “nascita famosa”, appunto quella di Gesù Bambino. Io penso che il Natale abbia qualcosa di miracoloso in sè e quasi di epocale nell’arco dell’anno, ma non per l’aspetto religioso e coreografico di luci colorate e addobbi vari, ma per il fatto che almeno in quei giorni si pensa, quasi si è richiamati a pensare, ad una cosa che ormai siamo abituati a rimuovere: l’esistenza della famiglia e degli affetti piu’ intimi. Non a caso si dice: “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. Il Natale è una festa che ci fa fermare inevitabilmente, facendoci entrare in una dimensione, da cui sappiamo usciremo con l’avvento dell’Epifania, e con la ripresa del tram tram quotidiano. Ma non importa. L’importante è aprire almeno una parentesi, staccare ed entrare in questa dimensione. Si pensa al pranzo in famiglia, si pensa ai regalini, si sta un po’ di tempo dentro casa, ci si scambiano gli auguri. E a volte si pensa anche a chi ha […]

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  • Sabbia

    Sabbia

    Camminare sulla sabbia, in riva al mare, magari quando non c’è nessuno intorno, ascoltando il verso degli uccelli insieme a quello delle onde, è un’esperienza splendida. La sabbia mi intriga…

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  • Finestra

    Finestra

    La prima cosa che faccio quando mi alzo la mattina è guardare fuori dalla finestra. Quando non c’è troppo freddo le apro, e provo una sensazione liberatoria spalancandole, anche se bisogna far attenzione a non cader giù… La parola finestra mi fa pensare anche ad un evento che si studia a scuola e che mi ha sempre un pò impressionato: la defenestrazione di Praga, ossia il 23 maggio del 1618, quando due funzionari imperiali vengono buttati giù dalla finestra, come gesto di rifiuto all’autorità imperiale e rivendicazione di autonomia nel regno di Boemia

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