Anima

“Ai Confini dell’Anima: I greci e la follia” di Giulio Guidorizzi. E’ un libro che mi ha segnalato mia sorella, incentrato sul tema della follia, che nell’antica Grecia non era vista solo come malattia, ma anche come mezzo per forzare i limiti dell’anima e dilatare la personalità. Il libro racconta che, addirittura, “in Grecia i pazzi non venivano reclusi, piuttosto la società era capace di modellare la follia al proprio interno, sfruttandola in modo creativo”.

Partendo da questo libro ho deciso di parlare della parola “anima”, intesa come il “luogo delle nostre emozioni”.

Mi ha sempre affascina molto l’etimologia di questa parola, collegata al greco “anemos” che vuol dire “soffio”, “vento”. In effetti l’anima è il nostro soffio, il nostro vento interiore e linfa vitale.

In realtà, però, i greci antichi per indicare la parola “anima” non usavano il termine “anemos”, ma “psyce”, che vuol dire anche “farfalla”. Questo perché identificavano l’anima, che con la morte abbandona il corpo ma continua a vivere, con la farfalla, che esce dal bozzo per librarsi in aria più libera di prima.

Sempre i greci antichi poi usavano “fren” per indicare l’anima come sede della mente (da qua l’etimologia di “schizofrenia”) e “thymos” per indicare l’anima come sede del sentimento (da qua l’etimologia “timore”)

Ma torniamo al significato di Anima=Vento/Farfalla. A volte gli stati del nostro animo non sono così leggeri, anzi. E di questi stati tanti poeti ne hanno parlato, come Camillo Sbarbaro nella sua poesia “Taci, anima mia”, che scrive:

“Son questi i tristi
giorni in cui senza volontà si vive,
i giorni dell’attesa disperata”.

E ancora il poeta maledetto Verlaine scrive in un suo testo “L’anima soletta ha male al cuore di noia densa”. Di poesie e citazioni famose sull’anima ce ne sono moltissime. Ma la poesia a cui voglio dare spazio oggi è “Qualche parola sull’anima” di Wislawa Szymborska, che nella sua semplicità mi colpisce sempre, arrivando dritta al cuore.

“L’anima la si ha ogni tanto.
Nessuno la ha di continuo
e per sempre.

Giorno dopo giorno,
anno dopo anno
possono passare senza di lei.

A volte
nidifica un pò più a lungo
sole in estasi e paure dell’infanzia.
A volte solo nello stupore
dell’essere vecchi.

Di rado ci da una mano
in occupazioni faticose,
come spostare mobili,
portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette.

Quando si compilano moduli
e si trita la carne
di regola ha il suo giorno libero.

Su mille nostre conversazioni
partecipa a una,
e anche questo non necessariamente,
poiché preferisce il silenzio.

Quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,
smonta di turno alla chetichella.

E’ schifiltosa:
non le piace vederci nella folla,
il nostro lottare per un vantaggio qualunque
e lo strepito degli affari la disgustano.

Gioia e tristezza
non sono per lei due sentimenti diversi.
E’ presente accanto a noi
solo quando essi sono uniti.

Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente
e curiosi di tutto.

Tra gli oggetti materiali
le piacciono gli orologi a pendolo
e gli specchi, che lavorano con zelo
anche quando nessuno guarda.

Non dice da dove viene
e quando sparirà di nuovo,
ma aspetta chiaramente simili domande.

Si direbbe che
così come lei a noi,
anche noi
siamo necessari a lei per qualcosa”.

Per concludere sta per uscire il nuovo singolo di Elisa intitolato “L’Anima Vola”
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