Ubriacatevi! (C. Baudelaire)

Bisogna sempre essere ubriachi. Bottiglie di vino artisticheTutto qui: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi tiene a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi.E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all’orologi

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Cosa vuol dire la parola Follia?

Il mio pensiero oggi è rivolto alla parola Follia. Follia deriva dal latino “follis” che vuol dire “pallone”. Col tempo nell’evoluzione della lingua latina “follis”, viene sostituito da “fatuus”, per intendere metaforicamente una “persona che ha la testa vuota”. Quindi il significato letterale di folle è “colui che ha perso la ragione”. Questo per quanto riguarda il suo significato etimologico. Ma c’è stato qualcuno che ha scritto addirittura un “Elogio della Follia”. E’ stato Erasmo da Rotterdam intorno al 1500.

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La Prima Regola

Non calpestare i fiori.
Proteggi i tuoi sogni
e semina il Domani.
Il Passato è Ieri
e l’Importante è Adesso.

Non usare l’arroganza per affermarti.
Non usare il sorriso per ferire.

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Finestra

La prima cosa che faccio quando mi alzo la mattina è guardare fuori dalla finestra. Quando non c’è troppo freddo le apro, e provo una sensazione liberatoria spalancandole, anche se bisogna far attenzione a non cader giù…
La parola finestra mi fa pensare anche ad un evento che si studia a scuola e che mi ha sempre un pò impressionato: la defenestrazione di Praga, ossia il 23 maggio del 1618, quando due funzionari imperiali vengono buttati giù dalla finestra, come gesto di rifiuto all’autorità imperiale e rivendicazione di autonomia nel regno di Boemia

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Leggendo Saba e Pensando Palermo

Mi è sempre piaciuto Umberto Saba. Sarà forse per la sua personalità, per le sue origini e la sua storia. Sarà per le sue poesie… Forse mi piace perchè a scuola non era un genio, anzi sembra che addirittura gli avessero sconsigliato di proseguire gli studi dopo la scuola media inferiore.

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Pier Paolo Pasolini: che senso ha scrivere?

[youtube zYm_BQdq2Gs 300 200]”Scrivere è una cosa completamente priva di senso. Scrivo per inerzia, perché ho sempre scritto.” Ecco le parole di Pasolini sul senso della scrittura. Mi ricorda la poesia di Franco Fortini “Traducendo Brecht”, che posterò domani.

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Si e’ spento oggi un grande poeta del Novecento: Andrea Zanzotto

Sabato scorso avevamo deciso con Pilade di andare a trovare Andrea Zanzotto, nella sua città natale e dove abitava tuttora. Ho stampato come promemoria la gmaps, indicando come partenza Valdagno e destinazione Pieve di Soligo. E’ da giorni che penso ad Andrea Zanzotto, il poeta che mi è stato più vicino negli anni dell’università.

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Andrea Zanzotto: I versi nati dall’indignazione

[youtube 2NiyoCZwk4c 300 200] Il grande poeta veneto, che ha festeggiato qualche giorno fa i suoi 90 anni, mostra come ribaltare una lode al creato scritta dai Metastasio in una critica ironica. In questi tempi, dove spesso leggiamo la parola, indignati, indignados, indignazione…fa piacere ascoltare la voce di un uomo…

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Fiore

“I fiori del male” di Baudelaire. E’ la mia raccolta poetica preferita. Ricordo di averli letti per la prima volta a 16 anni e fu amore a prima lettura. E’ un titolo che ad alcuni può sconvolgere, essendo abituati a considerare la parola fiore simbolo di purezza e candore.

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Giuseppe Ungaretti: Fratelli

Giuseppe Ungaretti legge la sua poesia “Fratelli” scritta al fronte durante la Prima Guerra Mondiale, e si scaglia contro tutte le guerre e le forme vecchie e nuove di imperialismo.

Quando ascolto Ungaretti mi commuovo. Tutti dovremmo amarlo, conoscerlo…forse saremmo tutti un pò più umani.

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L’Albatros (C. Baudelaire)

Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell’azzurro, goffi e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi fossero remi.

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