Tag: Parole

  • Stella

    Stella

    Chi non ha mai disegnato su un foglio di carta una stella? è uno dei primi disegni che facciamo da bambini. Le stelle riescono a suscitare sempre curiosità e sensazioni strane. Ecco qualche nozione base: sono corpi celesti che brillano di luce propria, sono composte da due gas (H+ ed He), possono essere rosse, gialle oppure azzurre, a seconda della temperatura a cui si trovano (mentre a noi da lontanosembrano tutte dello stesso colore).

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  • Maschera

    Maschera

    “Una volpe aveva per caso visto una maschera da tragedia, le gira intorno, la osserva e poi esclama: “Oh che magnifico aspetto! Ma non ha cervello!” Questo è detta a color ai quali la sorte ha attribuito onore e gloria, ma ha privato di buon senso. L’apparenza non ha alcun valore, quello che conta è la sostanza”. E’ il testo della favola di Fedro intitolata “Vulpes ad personam tragicam”, “la volpe e la maschera tragica”. Ma parliamo delle maschere teatrali degli attori dell’Antica Roma, che erano davvero originali e molto diverse dalle nostre. Innanzitutto erano di solito costruite di creta, coprivano tutta la testa, e la bocca era foggiata in maniera da amplificare il suono della voce, così’ da ottenere quasi l’effetto dei nostri microfoni. Quest’ultimo dettaglio era necessario perché i teatri romani erano all’aperto e molto grandi, quindi gli spettatori avevano difficoltà nel veder le espressioni degli attori e nell’ascoltare con chiarezza quello che dicevano. Rimanendo sempre in tema di teatro Pirandello ha chiamato una serie di opere “maschere nude”, che segnano un pò il culmine dell’intera sua produzione. Molto interessanti sono i romanzi nei quali il protagonista va alla ricerca del vero volto dell’io, nascosto, imbrigliato nella rete delle maschere […]

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  • Lettera

    Lettera

    Mittente e Destinatario: sono elementi essenziali da scrivere quando mandiamo una lettera raccomandata. Ecco oggi voglio soffermarmi sulla parola “lettera”. Ormai oggi parliamo molto più spesso di mail, e la parola lettera la usiamo per riferirci a cose un pò ufficiali come “la lettera del’avvocato”, “lettera del asl”, “lettera di dimissioni” etc…

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  • Colore

    Colore

    Azzurro, verde, giallo, rosso, rosa, grigio, nero, bianco e mille altri colori!Tutto quello che ci circonda ha un colore. Non a caso questa parola è da collegare al verbo latino “celare”, che vuol dire nascondere. Per cui il colore è ciò che ricopre ogni cosa. Mi ricordo la prima cosa che studiai a proposito dei colori. Ci sono colori primari, che sono rosso, giallo e blu, e poi i colori secondari, che sono in pratica tutti quelli che derivano dalla combinazione di quelli primari.

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  • Cosa vuol dire la parola Follia?

    Cosa vuol dire la parola Follia?

    Il mio pensiero oggi è rivolto alla parola Follia. Follia deriva dal latino “follis” che vuol dire “pallone”. Col tempo nell’evoluzione della lingua latina “follis”, viene sostituito da “fatuus”, per intendere metaforicamente una “persona che ha la testa vuota”. Quindi il significato letterale di folle è “colui che ha perso la ragione”. Questo per quanto riguarda il suo significato etimologico. Ma c’è stato qualcuno che ha scritto addirittura un “Elogio della Follia”. E’ stato Erasmo da Rotterdam intorno al 1500.

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  • Nome

    Nome

    Quante volte ci è capitato di incontrare una persona, che abbiamo visto qualche volta, ma di non ricordare il suo nome? Oggi parliamo proprio della parola “nome”: tutti l’abbiamo. Dal più povero al più ricco. Tutti abbiamo un nome…il primo dono che la vita ci fa quando veniamo al mondo. La scienza che studia il significato dei nomi è l’onomastica. E studiando l’onomastica si scoprono cose molto interessanti, come il significato del nome Filippo, che vuol dire amico dei cavalli; Nunzio, annunciatore; Giorgio: contadino.

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  • NATALE

    NATALE

    Natale: regali, panettoni, sofferenza, povertà, volontariato, beneficenza, albero, presepe o indifferenza, ma comunque sia nascita. Sì, perché la parola Natale deriva dal verbo latino “nascere” e in effetti tutti, credenti o meno, sappiamo che il Natale ricorda una “nascita famosa”, appunto quella di Gesù Bambino. Io penso che il Natale abbia qualcosa di miracoloso in sè e quasi di epocale nell’arco dell’anno, ma non per l’aspetto religioso e coreografico di luci colorate e addobbi vari, ma per il fatto che almeno in quei giorni si pensa, quasi si è richiamati a pensare, ad una cosa che ormai siamo abituati a rimuovere: l’esistenza della famiglia e degli affetti piu’ intimi. Non a caso si dice: “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”. Il Natale è una festa che ci fa fermare inevitabilmente, facendoci entrare in una dimensione, da cui sappiamo usciremo con l’avvento dell’Epifania, e con la ripresa del tram tram quotidiano. Ma non importa. L’importante è aprire almeno una parentesi, staccare ed entrare in questa dimensione. Si pensa al pranzo in famiglia, si pensa ai regalini, si sta un po’ di tempo dentro casa, ci si scambiano gli auguri. E a volte si pensa anche a chi ha […]

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  • Sabbia

    Sabbia

    Camminare sulla sabbia, in riva al mare, magari quando non c’è nessuno intorno, ascoltando il verso degli uccelli insieme a quello delle onde, è un’esperienza splendida. La sabbia mi intriga…

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  • Finestra

    Finestra

    La prima cosa che faccio quando mi alzo la mattina è guardare fuori dalla finestra. Quando non c’è troppo freddo le apro, e provo una sensazione liberatoria spalancandole, anche se bisogna far attenzione a non cader giù… La parola finestra mi fa pensare anche ad un evento che si studia a scuola e che mi ha sempre un pò impressionato: la defenestrazione di Praga, ossia il 23 maggio del 1618, quando due funzionari imperiali vengono buttati giù dalla finestra, come gesto di rifiuto all’autorità imperiale e rivendicazione di autonomia nel regno di Boemia

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  • Bacio

    Bacio

    L’altra sera ho salutato un’amica, come spesso avviene, con un bacio sulla guancia. Al sud si usa spesso salutare così gli amici, addirittura ricordo che lo si faceva anche in classe a scuola. In generale noi meridionali tendiamo molto a dare un bacio come saluto anche a chi non conosciamo molto bene. La parola bacio deriva dal neutro latino “basium”. Per i romani era un gesto di cortesia e saluto. Nella letteratura potremmo dire che è con il poeta veronese Catullo che questa parola diventa popolare. “Da mi basia mille, deinde centum, / dein mille altera, dein secunda centum, / deinde usque altera mille, deinde centum. / Dein, cum milia multa fecerimus, / conturbabimus illa ne sciamus, / aut nequis malus invidere possit, / cum tantum sciat esse basiorum.” Catullo dice rivolgendosi alla sua amata Lesbia: “dammi mille baci, e quindi cento, poi dammene altri mille, e quindi cento, quindi mille continui, e quindi cento. E quando poi saranno mille e mille nasconderemo il loro vero numero, che non getti il malocchio l’invidioso per un numero di baci così alto”. Questi versi di Catullo sono pieni di passione per la sua donna. Ma a volte anche quelle che sembrano le […]

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  • Conchiglia

    Conchiglia

    Avete mai provato a raccogliere una conchiglia di mare, metterla vicino all’orecchio e poi ascoltare l’eco delle onde marine? E’ una cosa che mi affascinava da piccola, mi sembrava una magia. Intorno al 1.100 molti fedeli cristiani iniziarono a fare dei pellegrinaggi, diretti alla TerraSanta o a Santiago de Compostela. Erano pellegrinaggi faticosi, che potevano durare anche tanto. Alla fine del viaggio il pellegrino ritornava a casa con un oggetto del luogo che era andato a visitare…e tra questi oggetti andavano molto in voga le conchiglie di Santiago de Compostela.

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  • Giocattolo

    Bambole, macchine, videogiochi … giocattoli insomma. Da piccola i miei giocattoli preferiti erano dei mattoncini, molto simili ai Lego Duplo, con cui costruivo casette colorate e inventavo il mio mondo. Poi mi piaceva tantissimo lo Scarabeo, dove vinceva chi riusciva a formare la parola più lunga che contenesse però almeno una lettera della parola formata dall’avversario. I bambini quando sono piccoli vedono un pò tutto come un giocattolo: tenere un mandarino in mano, guardare l’arcobaleno, vedere una pianta sul balcone. La fantasia dei bambini riesce a trasfigurare, ad abbellire anche l’oggetto più scontato. E questo l’ha capito l’artista John Chamberlain, con le sue opere un pò particolari: in pratica le sue sculture sono realizzate con le carcasse di automobili schiantate. Proprio John Chamberlain ha fatto un’opera intitolata “giocattolo”, un insieme di ferraglie gialle, rosse, marroni, che si contorcono tra loro e sembrano riprodurre le violenze dell’incidente che ha ridotto le vetture in giocattoli. Il poeta siciliano Mario Gori ha scritto invece una poesia intitolata Giocattoli: “La mia infanzia passò senza giocattoli, Nessuno mi donò treni di latta Per la festa dei morti. Mio nonno restò povero anche in cielo E non poté mai scendere. Nessuno Volle in cambio del cuore […]

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  • Mondo

    Mondo

    Ieri sono andata all’Ikea per cercare una mappa del mondo da appendere in camera. E così, guardando la cartina, mi sono soffermata sulla parola mondo. La prima poesia che mi viene in mente è quella di Andrea Zanzotto, poeta veneto che abita in provincia di Treviso, che ha scritto una poesia intitolata “Al Mondo”,

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  • Barca

    Barca

    Stamattina stavo avevo in mano un foglio di carta bianco e mi è venuto d’istinto di provare a fare l’origamo di una barca. Ed eccomi a riflettere sulla parola barca. E’ una parola che mi ha dato da sempre l’idea di un qualcosa di magico: quando siamo su una barca guardiamo il cielo, sfioriamo il mare, osservando i fondali marini, e alla fine approdiamo a terra. Come dice il proverbio “alla fine tutti siamo sulla stessa barca”. Un proverbio molto saggio, che ci fa riflettere sul fatto che dovremmo sentirci un pò più fratelli, in quanto immersi spesso nelle stesse condizioni, aldilà del colore della pelle e di tutto ciò che ci fa sentire distanti dagli altri. A volte si fanno delle estati in barca, approdando da una parte all’altra, per poi ripartire, immersi nell’azzurro del mare ad abbronzarci. Stando sulla barca ci sentiamo liberi e lontani dal quotidiano, sapere che siamo in balìa delle onde è avventuroso e ci fa sentire vivi. Però è anche vero che se non ci fosse una sponda, una meta finale, forse il viaggio in barca perderebbe tutta la sua magia e il mare diventerebbe quotidianità e magari anche prigione. Barca a vela, barca […]

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  • Erba

    Erba

    [fblike]Chi di noi non ha mai disegnato un prato d’erba verde su un foglio di carta? E’ una delle prime immagini che si riproducono, quando s’impara a disegnare. Di erba nelle città, purtroppo, se ne incontra sempre meno e quando la vediamo sembra uno spiraglio d’ossigeno destinato a rinvigorire la nostra anima inquinata dallo stress quotidiano. E ci sono tanti tipi di erba, che ci fanno pensare a cose diverse. Un morbido prato d’erba = ossigeno e quiete; le utilissime erbe officinali = curata per la salute e la bellezza della persona; erba proibita = foglie di marijuana, che in Italia sono vietate; erbe aromatiche = profumate foglie di salvia o rosmarino; mala erba = erbaccia infestante che, non riveste alcuna funzione utile per l’uomo e danneggia le coltivazioni. Ma adesso tuffiamoci nella poesia, e iniziamo con “Foglie d’erba”, la grande raccolta poetica di Walt Whitman, nella quale l’autore raggiunge un profondo misticismo sia quando canta l’amore, sia quando descrive figure d’operai e cocchieri nelle notti d’inverno. Tutta la poesia di Whitman affonda le sue radici in quel pianeta americano, da cui ogni singola foglia d’erba trae energia vitale. Passando alla poesia italiana, invece, parliamo di D’Annunzio, che nella sua […]

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  • Virtù

    “Sola e unica nobiltà è la Virtù!”. Sembrerebbe un proverbio, ma in realtà è una frase contenuta in una delle satire di protesta contro la società romana scritta da Giovenale, intorno al 110 d.c. Virtù. Uno dei primi a parlarne è stato Platone, che ha parlato di virtù cardinali: giustizia, temperanza, prudenza e fortezza.

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  • Fiore

    Fiore

    “I fiori del male” di Baudelaire. E’ la mia raccolta poetica preferita. Ricordo di averli letti per la prima volta a 16 anni e fu amore a prima lettura. E’ un titolo che ad alcuni può sconvolgere, essendo abituati a considerare la parola fiore simbolo di purezza e candore.

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  • Gabbiano

    Gabbiano

    Ieri ho visto un gabbiano che volava e mi è venuta in mente questa parola. I gabbiani sono uccelli acquatici, con lunghe ali aguzze, collo corto, coda di larghezza media e livrea di un delicato grigio perla. La parola gabbiano deriva dal latino “gavia” che vuol dire “uccello marino”. A sua volta “gavia” è un termine onomatopeico, che riproduce un pò il verso reale che questi uccelli sembrano pronunciare con il loro canto acuto.

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  • Notte

    Notte

    “La notte lava la mente”. E’ così che il poeta contemporaneo Mario Luzi ha intitolato una sua poesia. E se ci pensiamo questa frase è un pò vera. Infatti quando è notte le stelle brillano, il silenzio domina, ci sentiamo come purificati dal caos che respiriamo di giorno. Al filosofo Novalis piaceva così tanto la notte, che addirittura ha scritto “Gli Inni alla notte”, affascinato dal mistero che questa porta in sé. In effetti la notte porta in sé qualcosa di magico, non a caso le favole arabe “Le mille e una notte” sono ambientate non di giorno, ma proprio in una notte d’oriente.

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  • Pietra

    Pietra

    Quante volte camminando per strada spostiamo con un piede una pietra lungo la via. Le pietre sono state da sempre simbolo di freddezza, in quanto cose inanimate oppure simbolo di violenza. Quante volte abbiamo sentito dire: ti tiro una pietra! Oppure pensiamo alle lapidazioni delle donne adultere, purtroppo ancora usata in alcuni paesi oggi.

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  • Viaggio

    Viaggio

    Lacio drom! Buon Viaggio! E’ il titolo di una vecchissima canzone dei Litfiba. Quante volte abbiamo desiderato sentircelo dire, oppure quante volte l’abbiamo detto noi ad altri. Pensando a questa parola mi vengono in mette tutta una serie di riferimenti letterari come i viaggi di Gulliver, il medico che fa naufragio nell’isola di Lilliput, dove tutto, a cominciare dagli abitanti, è grande la quindicesima parte della persona e degli oggetti. Oppure penso ad Ungaretti che nella sua raccolta di poesia “Allegria di Naufragi” scrive: ” E subito riprende/ il viaggio/come/ dopo un naufragio/ un superstite/ lupo di mare”.

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  • Acqua

    Acqua

    L’acqua ha come un legame con il soprannaturale…per essere buona deve essere pura. E questo l’hanno capito in particolar modo i greci di oggi. Infatti mentre in greco antico acqua si dice “ύδωρ” in neogreco si dice “νερό”. E come mai questo? E’ avvenuto questo per una espressione contenuta nei Vangeli che sono stati scritti in greco, dove vi era scritto “ύδωρ νεaρόs”, cioè acqua viva. Col tempo ύδωρ scomparve e si diede ad acqua il nome νερό, derivante appunto dall’aggettivo νέαρος. Se andate in Grecia oggi, ormai, il termine “νερό” è esteso per acqua in generale.

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